Nicole Quartini
15 febbraio 2026
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di cambiamento climatico e dell’aumento dell’anidride carbonica (CO₂) nell’atmosfera. Un tema che, a forza di essere ripetuto, può talvolta sembrare distante o poco rilevante per la vita quotidiana. In realtà, gli effetti del riscaldamento globale sono già concreti e visibili, spesso molto più vicini a noi di quanto si possa immaginare.
In Svizzera, ad esempio, l’aumento delle temperature e i periodi di siccità sempre più frequenti sono ormai percepibili nella vita di tutti i giorni. La vegetazione sta cambiando sia nelle aree urbane che, soprattutto, nelle regioni montane e alpine, particolarmente sensibili alle variazioni climatiche. Qui il riscaldamento globale si manifesta principalmente nella riduzione dei ghiacciai e nello spostamento verso quote più elevate della linea degli alberi e della vegetazione. Questo processo è noto come “inverdimento” e descrive un aumento o una modifica della copertura vegetale in risposta a temperature più alte.

Il cambiamento climatico non è un fenomeno astratto, ma una realtà già in atto.
Nicole Quartini, 27 anni
Ricercatrice presso l’Istituto federale di ricerca per la foresta, Master in scienze della terra presso Università di Zurigo
Per osservare e analizzare questo fenomeno, gli scienziati possono utilizzare immagini satellitari. Studiando la luce riflessa dalla superficie terrestre a diverse lunghezze d’onda, è possibile calcolare un indicatore chiamato Indice di Vegetazione a Differenza Normalizzata (NDVI), che consente di stimare la quantità e lo stato della vegetazione sul pianeta. Grazie a questo strumento, i cambiamenti della vegetazione possono essere monitorati nel tempo e su aree molto estese.
Proprio attraverso l’NDVI, negli ultimi decenni è stato osservato un chiaro segnale di inverdimento anche nelle regioni artiche. I valori massimi estivi di questo indice sono aumentati, indicando una maggiore presenza di vegetazione.
L’Artico, infatti, sta attraversando un processo di riscaldamento che avanza quantomeno ad una velocità doppia rispetto alla media globale. Essendo una regione estremamente sensibile ai cambiamenti climatici, anche piccoli aumenti di temperatura producono effetti amplificati. Oggi si stima che circa il 37% della tundra artica — un ambiente freddo caratterizzato da vegetazione bassa e rada, come licheni e piccoli arbusti — mostri segni di inverdimento, con un aumento della vegetazione sia in altezza sia in densità.
Il riscaldamento dell’Artico ha inoltre modificato il modo in cui le piante della tundra crescono e competono tra loro, portando a un cambiamento nella composizione della vegetazione. In molte aree si osserva infatti un periodo di crescita più lungo e un aumento della quantità, dell’altezza e della diffusione delle piante legnose, in particolare dei grandi arbusti che perdono le foglie in inverno. Questa espansione avviene spesso a discapito di forme di vegetazione più piccole e semplici, come muschi, licheni e altre piante basse, che stanno progressivamente diminuendo. Ciò comporta anche un cambiamento dell’ecosistema e può avere conseguenze anche per le specie animali, costrette ad adattarsi a una nuova composizione della vegetazione.
Diversi fattori favoriscono la crescita delle piante nella tundra artica e anticipano l’inizio della stagione vegetativa: l’aumento della temperatura media annua, una maggiore disponibilità di nutrienti nel suolo e il disgelo del permafrost e della neve.
Questi cambiamenti nella copertura vegetale della tundra artica influenzano l’assorbimento e lo stoccaggio del carbonio, cioè del carbonio presente nell’atmosfera sotto forma di CO₂. Questo viene assorbito dalla vegetazione attraverso la fotosintesi — per produrre zuccheri e materia organica utili alla crescita di foglie e radici — oppure trasferito al suolo tramite le radici, dove può essere immagazzinato. Tuttavia, l’effetto complessivo dell’inverdimento artico sull’assorbimento di carbonio non è ancora stato quantificato con precisione. Ciò è dovuto al fatto che il ciclo del carbonio è influenzato da molte interazioni complesse tra suolo, piante e atmosfera, che i modelli climatici stanno solo recentemente iniziando a rappresentare in modo adeguato. Per questo motivo, è importante considerare l’inverdimento artico e i suoi effetti quando si valuta la capacità della tundra di assorbire carbonio dall’atmosfera.
In conclusione, è fondamentale comprendere che questi cambiamenti, che possono sembrare lontani, fanno in realtà parte di un sistema globale interconnesso: ciò che accade nelle regioni polari contribuisce a influenzare il clima dell’intero pianeta, ricordandoci che il cambiamento climatico non è un fenomeno astratto, ma una realtà già in atto.